Roma Jewelry Week, il gioiello diventa arte: alle Corsie Sistine oltre 130 creativi da tutto il mondo
- Stefano Sturla Furnò
- 29 Settembre 2026
- Arte, Mostre, Teatro e Architettura
Il gioiello non è più soltanto un oggetto da indossare. Può diventare una forma di ricerca, un linguaggio artistico, uno strumento per raccontare la cultura e persino un punto d’incontro tra discipline apparentemente lontane. È questa la prospettiva al centro della Roma Jewelry Week, che nel 2026 raggiunge la sua sesta edizione e torna a proporre una mappa del gioiello contemporaneo attraverso mostre, incontri, premi, talk, performance e progetti interdisciplinari.
Ideata e curata dall’architetto Monica Cecchini, la manifestazione si sviluppa in diversi luoghi della Capitale e trova uno dei suoi momenti principali nelle Corsie Sistine del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, dall’8 all’11 ottobre. Qui saranno riuniti oltre 130 artisti, designer e maestri orafi provenienti dall’Italia e dall’estero, mettendo a confronto generazioni, culture e differenti modalità di interpretare il gioiello.
Il percorso della sesta edizione è iniziato con l’anteprima a Villa Altieri, dedicata all’illustrazione del gioiello di Barbara Brocchi, e con l’esposizione alla galleria Incinque Open Art Monti. Il passaggio alle Corsie Sistine amplia ora il progetto, trasformando uno spazio storico in un luogo di confronto tra tradizione orafa e sperimentazione contemporanea.
Il tema scelto per la Roma Jewelry Week 2026 è “La Corona dell’Ingegno”, con un riferimento al gioiello inteso come testimonianza dell’arte e della cultura italiana degli ultimi ottant’anni.
«Nelle giornate dell’esposizione, le Corsie Sistine si trasformano in un luogo in cui si incontrano ricerca, tradizione, sperimentazione e nuove generazioni», spiega Monica Cecchini. L’obiettivo è costruire una piattaforma internazionale nella quale il gioiello possa essere osservato non soltanto per il suo valore estetico o materico, ma anche per le storie, le idee e le identità culturali che porta con sé.
La serata inaugurale dell’8 ottobre sarà presentata da Maria Elena Infantino, cantante internazionale. Il suo percorso artistico è iniziato alla Royal Albert Hall di Londra, dove ha debuttato accanto a Shirley Bassey durante le celebrazioni per il 50° anniversario dei Beatles. Successivamente ha portato sui palcoscenici internazionali il suo one-woman show dedicato a Édith Piaf.
Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà il Premio Incinque Jewels, nato nel 2019 e articolato nelle categorie Fine Jewelry ed Experimental Jewelry. Il riconoscimento è rivolto a una ricerca sul gioiello capace di andare oltre la dimensione puramente ornamentale.
«Il riconoscimento indaga il gioiello non solo come oggetto artistico, ma come portatore di un messaggio di valore anche sociale», sottolinea Cecchini. A valutare i lavori sarà una giuria composta da professionisti italiani e internazionali, tra cui Laura Astrologo Porché, Alessio Boschi, Barbara Brocchi, Elisabetta Cipriani, Alessia Crivelli, Paola De Luca, Michele Forlenza, Emanuele Leonardi, Paolo Mangano, Matilde Pavone, Giuliano Percossi Papi, Bryna Pomp, Loredana Prosperi, Aldo Vitali, Giorgia Zoppolato e Sally Xiong. Alla rete dei riconoscimenti si aggiunge il Premio Inhorgenta, che offrirà a un giovane designer la possibilità di partecipare all’edizione 2027 della manifestazione fieristica internazionale. Sono inoltre previsti premi dedicati alla designer coreana Ashley Youngsun Nam, il Premio Speciale alla Carriera, il Premio Miss Gio’, il Premio Student Designer, il Premio Main Media Partner MB Media Consulting, il Premio Journal des Bijoux e il Premio Sally Xiong.
Una particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni. Quest’anno Elena Donati rinnova il proprio sostegno ai giovani designer diventando sostenitrice e sponsor di due giovani artisti iraniani.
L’iniziativa si inserisce in una manifestazione che cerca di utilizzare il confronto internazionale anche come strumento per creare opportunità professionali e dare visibilità a percorsi emergenti. Tra le presenze internazionali figurano anche realtà provenienti dalla Cina e, in particolare, da Shenzhen, tra cui Shenzhen MEMORA Jewelry, Jingwei Chi, Zhou Liu Fu Jewellery e The King’s Dream. La loro partecipazione introduce un ulteriore elemento di confronto tra la scena italiana e quella cinese.
Tra i progetti più articolati della sesta edizione c’è Capsule Aurea Roma, ideato da Monica Cecchini. Il progetto nasce dall’incontro tra designer, artisti e maestri orafi appartenenti a discipline differenti. L’idea è quella di costruire un processo creativo condiviso nel quale il gioiello diventa il risultato di un dialogo con pittura, scultura, architettura, street art, danza, musica, cinema e poesia.
Tra le collaborazioni figurano Glauco Cambi e Maupal, Chiara Fenicia e Claudio Riefoli, Antonio Fontana e Tommaso Cascella, Michele Forlenza e Giorgia Errera, Emanuele Leonardi e Giorgiomaria Cornelio, Paolo Mangano e Paolo Canevari, Anna Pinzari e Luigi Menichelli, Cristiana Perali e Roberta Vincenzi, Luigina Rech e Michelangelo Pistoletto, Rossella Ugolini e Vincenzo Scolamiero, Matteo Vitali e Lucamaleonte, Massimo Licciardello e Stefania Fabrizi.
Il progetto sarà accompagnato da un catalogo con un testo critico di Daniela Del Moro, storica e critica d’arte e art advisor, che sarà inoltre protagonista di un talk e assegnerà un premio a uno dei lavori della Capsule.
Il progetto dedica una sezione specifica anche alla Capitale e alle sue realtà orafe. Le gioiellerie Ansuini, Angeletti e Fanuele saranno coinvolte per raccontare, attraverso le proprie collezioni e la propria storia, una parte del patrimonio della gioielleria romana. Tra gli special guest figurano Alessio Boschi, con un’opera dedicata al design italiano, l’Atelier Percossi Papi in collaborazione con Emiliano Alfonsi, François Santo, che porterà nella propria ricerca il riferimento all’architettura della Costa Smeralda, e Giorgio Facchini, protagonista di una speciale esposizione.
Il programma culturale si sviluppa anche attraverso una serie di talk dedicati al rapporto tra creatività, design e gioiello. Si parte con “Lo stato dell’Arte”, dedicato alla visione come progetto, con la partecipazione della neurologa Barbara Rizzato, che affronterà il tema del processo creativo, e di Alessia Crivelli.
Gli appuntamenti successivi, moderati da Laura Astrologo Porché, coinvolgeranno figure del mondo del gioiello e del design come Giampaolo Della Croce, Tania Chan, Loredana Prosperi e Amedeo Scognamiglio. Nel calendario anche gli interventi di Alessio Boschi, Antonio Fontana, Giuliano Percossi Papi, Bianca Cappello, Lucia Ajello, Sofia Gnoli, Elisabetta Cipriani e Ciga Long, oltre alla partecipazione dell’Ambasciata di Georgia con Patima Kakhniashvili e Neno Gabelia, che presenteranno la Georgia Jewelry Week.
In questo modo ogni gioiello diventa anche il punto di partenza per una storia sonora: un oggetto da osservare, ma anche da ascoltare.
La contaminazione prosegue con la presentazione di Roma Watch Week, realizzata in collaborazione con Alessia Crivelli, Monica Cecchini, Asta Ponzo, Fabiana Romano e Claudio Riefoli. Il programma si chiude idealmente sul rapporto tra gioiello, corpo e moda con la sfilata “Sottrazioni” e la partecipazione della MAM – Maiani Accademia Moda, in un ulteriore incontro tra progettazione, abito e ricerca contemporanea.
La Roma Jewelry Week si presenta così come un appuntamento nel quale il gioiello diventa un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della creatività: dalla tradizione orafa alle nuove tecnologie, dalle botteghe storiche ai giovani designer, dall’Italia alla Cina, fino alle contaminazioni con arte, musica, moda e architettura. Una rete di linguaggi diversi che trova a Roma il proprio punto di incontro.

