Un trionfo di grazia e armonia il Gran Ballo dell’800 al Teatro Manzoni di Roma, del Maestro Nino Graziano Luca
- Giuditta Mattace
- 6 Dicembre 2025
- Arte, Mostre, Teatro e Architettura
Il 2 dicembre 2025 il Teatro Manzoni di Roma ha brillato di una luce speciale, trasformandosi in un salone da ballo ottocentesco in cui grazia, armonia e splendore convivono in perfetta sintonia. Protagonista della serata è stato il Maestro Nino Graziano Luca, fondatore e direttore della Compagnia Nazionale di Danza Storica, la più importante realtà italiana dedicata alla riscoperta e alla diffusione del ballo d’epoca. Il suo lavoro, frutto di passione, competenza e una rara sensibilità artistica, ha regalato al pubblico un’esperienza capace di unire cultura, emozione e un senso profondo di bellezza condivisa.
La Compagnia, composta da danzatori professionisti e appassionati formati secondo un rigoroso percorso storico-coreografico, ha portato in scena un repertorio di danze tratte dai grandi balli dell’Ottocento: valzer, quadriglie, contraddanze, mazurke e polke, tutte eseguite con precisione filologica ma soprattutto con un entusiasmo contagioso, che ha reso viva e vibrante ogni sequenza. Il Teatro Manzoni, con la sua architettura raccolta e la sua acustica raffinata, è stato la cornice ideale per esaltare la bellezza dei costumi, la fluidità dei movimenti e l’eleganza dell’intera orchestrazione.

Ciò che distingue da sempre il Maestro Graziano Luca è la capacità di trasformare la danza storica in un linguaggio universale, accessibile e profondamente umano. Per lui non si tratta solo di recuperare antiche coreografie o usanze aristocratiche: la danza è un mezzo per educare alla bellezza, per riscoprire un senso di civiltà che illumina le relazioni e rigenera lo spirito. La musica dei gran balli, nelle sue mani, diventa un dono: un’energia che abbellisce il mondo e ingentilisce l’animo, come se ogni nota fosse un invito a respirare più lentamente, a osservare con maggiore delicatezza, a lasciare che l’armonia esterna risvegli quella interiore.
Durante la serata, questa visione era tangibile. Le coppie avanzavano con passi misurati e leggeri, seguendo le figure coreografiche con un’attenzione quasi rituale, mentre gli abiti storici — sete, velluti, merletti e guanti candidi — hanno composto un mosaico che ha riportato indietro nel tempo, senza mai scadere nella mera rievocazione. Immancabile la presenza del colore bordeaux, simbolo della Compagnia di Danza Storica. È anche questo uno dei meriti maggiori della Compagnia e del suo Maestro: non “imitare” il passato, ma farlo rivivere con autenticità e rigore, creando ponti emotivi tra epoche distanti.
Il pubblico, numerosissimo, ha accompagnato ogni danza con calore e stupore, finanche partecipando ballando sul palco nel finale dello spettacolo. Molti spettatori hanno dichiarato di essersi sentiti immersi in un’atmosfera fuori dal tempo; la serata è stata anche un momento di condivisione culturale: nel teatro si discuteva di storia, di costume, di musica e della straordinaria capacità del Maestro Graziano Luca di rendere accessibile un patrimonio spesso trascurato dalla vita contemporanea.
L’approccio del Maestro alla direzione della Compagnia è, in questo senso, una vera missione. Attraverso eventi, corsi, spettacoli e gran balli in costume (il prossimo a Roma si terrà il 13 dic. al Hotel del Quirinale) egli diffonde un’idea di educazione estetica che va oltre l’intrattenimento. I danzatori stessi – molti dei quali provengono da percorsi professionali di danza – raccontano di come questa disciplina abbia modificato non solo il loro portamento, ma anche il loro modo di porsi nel mondo. La danza storica, grazie al metodo del Maestro, diventa uno stile di vita fondato sul rispetto, sul controllo del gesto, sulla gentilezza come valore.
Il Gran Ballo del Teatro Manzoni ne è stato una prova luminosa: un’esperienza artistica che unisce memoria e contemporaneità, rigore e serenità, disciplina e gioia. La Roma che ha applaudito la Compagnia il 2 dicembre 2025 ha riconosciuto il valore culturale di un progetto che, pur affondando le radici nella storia, parla con forza al presente. Perché in un’epoca frenetica, la danza del Maestro Nino Graziano Luca ricorda a tutti che la bellezza non è un lusso, ma un atto necessario. E che, quando è condivisa, ha davvero il potere di rendere il mondo un posto più gentile.
La straordinaria presenza nello spettacolo della cantante Maria Rita Combattelli, che ha concluso la serata, con “Libiamo né lieti calici” da La Traviata di Giuseppe Verdi è stata la chicca finale di questo memorabile evento.


