Da Eroe dei NOCS a Re della Notte: il docufilm evento che svela l’anima di Carmelo Di Ianni.
- Redazione
- 27 Ottobre 2026
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Dalle eroiche operazioni speciali del NOCS, con il blitz che portò alla liberazione del generale statunitense James Lee Dozier dalle grinfie delle Brigate Rosse, fino al ruolo di indiscussa icona e selezionatore dei locali più esclusivi della Capitale: la vita di Carmelo Di Ianni è un viaggio straordinario che sfida ogni immaginazione.
Questa esistenza al limite, sospesa tra il rigore dell’eroismo e la sfavillante vita notturna romana, è ora diventata il cuore pulsante di “Carmelo – Dalla porta di Dozier alla porta del Notorious”. Il docufilm, diretto dall’esperto regista Corrado Rizza, è stato presentato, Venerdi 16 Ottobre in anteprima mondiale a Roma al Cinema Adriano, in occasione dell’ultima edizione di Alice nella Città, riunendo attorno al protagonista il gotha della Roma by night in un’emozionante reunion.

La proiezione ha trasformato il cinema in una macchina del tempo, capace di proiettare il pubblico in quegli anni d’oro in cui la Capitale dettava legge per glamour, classe e trasgressione. Attraverso il racconto di Rizza emergono i due volti di un mito: la fermezza dell’uomo d’azione abituato a confrontarsi con la violenza, e la sensibilità dell’angelo custode che vegliava sui frequentatori dell’Histeria, del Notorious e del Jackie O’, sempre pronto a proteggere e difendere nel momento del pericolo.
Dietro la stazza imponente, definita inconfondibile da Serena Grandi come quella di un Bronzo di Riace, si cela un’umanità profonda che ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia incrociato il suo cammino sulla soglia dei club più celebri.

Ad arricchire il mosaico di questo ritratto intimo e commovente contribuiscono preziose e inedite testimonianze. Tra queste, spicca Veronica Iannozzi, figlia di Beatrice, la regina dei night club romani, che con Carmelo ha condiviso un intenso legame sentimentale durato ben tredici anni.
Insieme a lei, volti noti del calibro di Fiorello ricordano l’accoglienza ricevuta agli albori della loro carriera, quando muovevano i primi passi verso il successo, e Adriano Giannini sottolinea la sua straordinaria dote di riconoscere chiunque, guidando le fila della mondanità. Tra gli altri contributi d’eccezione che celebrano questo simbolo della romanità si annoverano Umberto Marzotto, Roberto D’Agostino, Manuela Moreno, Antonio Flamini e Giovanni Bianconi. L’opera è un affresco nostalgico di un’epoca irripetibile e la doverosa celebrazione di un uomo unico, che ha vissuto da protagonista assoluto sia le luci della ribalta che le battaglie più dure della storia recente.