L’Italia ripudia la guerra ma non del tutto: possibile ritorno della leva militare.
- Alfredo Arciero
- 5 Dicembre 2025
- Politica e Istituzioni
E’ tipicamente della destra, ontologicamente parlando, fare alcune proposte: è come se fosse una tipologia, una targhetta identificativa, uno stampino che si ripete. Tra l’altro non ci distanziamo da un termine profondo e propriamente concreto: l’ideologia. Una nuova “vecchia” proposta migrata da destra, quella della leva militare su base volontaria per i maggiorenni. La scelta dell’ossimoro tra i due aggettivi avviene perché la proposta politica citata è appartenente ad una collana preesistente, che si è sempre mossa sul filo del rasoio di Palazzo Chigi: ora è toccato a Crosetto farsi avanti, ma precedentemente, del possibile ritorno della leva militare (comunemente chiamata “naia”), ne hanno parlato alcune poltrone rosse ad egli vicine, tra cui quella di Salvini, oltre alle proposte vannacciane sulla leva obbligatoria. Il servizio militare riappare così sullo sfondo italiano: era scomparso dagli schermi, senza mai estinguersi del tutto, sotto la Legge 226/2004 comunemente conosciuta come Legge Martino, che ha trasformato le Forze Armate in un corpo professionale, convertendo il servizio in una condicio volontaria. La suddetta legge, aveva un’importante clausola, quella di mantenere il volontariato dell’arruolamento, seppur con possibilità di ripristino della leva in casi di guerra o emergenza nazionale. Dopo anni di silenzio e proposte soffocate dalle urgenze politiche a cui il nostro Paese ha dovuto rispondere, il Ministro della Difesa fa risorgere lo spettro militare:”La mia idea è quella di una forza di necessità “-ma per un Paese in cui l’articolo 11 della Costituzione deraglia l’Italia dal binario bellico, e in cui il tasso di femminicidi aumenta sempre di più, le opposizioni e i giovani credono che siano altre le necessità, per esempio l’educazione sesso-affettiva, tema di cui si è discusso molto negli ultimi tempi. L’ idea di servizio militare volontario seppur abbastanza laica rispetto ai capitoli storici precedenti, sembrerebbe affiancata da un’altra: spronare l’industria italiana a rafforzare la difesa del Paese con un maxi piano di 42 miliardi, articolato in svariati punti. La proposta della destra italiana non sembrerebbe un qualcosa di isolato bensì una corrente di un vento più forte, gelido, proveniente dall’ Europa. Alcuni paesi dell’ Ue affiancano l’ Italia puntando la propria narrazione politica verso il campo militare: la Germania, tra questi, parla di leva militare sostenuta anche da fondi economici elevati. Rispetto al Nostro Paese, la Germania ha sospeso la leva obbligatoria più recentemente, esattamente nel 2011. Tra l’opzione della costrizione obbligatoria, la visita di leva ed il questionario obbligatorio per tutti, molti giovani tedeschi lanciano in queste ore lo slogan: “Non vogliamo diventare carne da cannone”.
Osservando questi fatti, la domanda che sorgerebbe spontanea è: cosa sta destabilizzando gli Stati Europei? Un’analisi politica dettagliata, aiutandosi con un paragone metereologico, mostrerebbe come in realtà la paura derivererebbe da una perturbazione in arrivo dalla Russia, da cui le parole del Presidente V. Putin, gelano l’ Occidente. “Se vuole iniziare una guerra, siamo pronti fin da ora” – questo l’avvertimento che il leader del Cremilino muove verso l’ Europa. Mettendo insieme i pezzi, si forma un tensivo intreccio internazionale, di cui all’interno si colloca anche l’argomento “leva militare”.

